KASABIAN ON Q MAGAZINE (February 2014)

A dieci anni dal loro debutto, i colossi del dance-rock di Leicester, stanno preparando il loro album piu’ imponente ed elettronico. Con un piccolo aiuto dalla mano di Dio…

ImmagineTutti quanti hanno bisogno di un buon ascoltatore, ogni tanto. Una figura che possa offrire consigli, idee e gentilmente spingerli sul giusto cammino. Per i Kasabian le direzioni artistiche provengono sotto l’ improbabile forma del figlo di 3 anni del chitarrista  Sergio Pizzorno: Ennio.

“Ha delle opinioni molto forti,” sorride Pizzorno, “se esce fuori qualche robaccia subito dice: ‘questa è spazzatura, spegni!’ La nostra musica gli piace tantissimo, ha anche dato il nome ad una nuova canzone del nostro disco: Bumblebee. C’ è questo ronzio in essa e lui me l’ha chiesta per tutto il giorno ‘fammi ascoltare l’ape indaffarata, fammi ascoltare l’ape indaffarata’, l’ho messa su e l’ho cambiata un po’, Busy bee non è cool come Bumblebee.” (ride)

Accomodando il suoi 195 cm (e più) al piano dell’Ark Studio ad ovest di Londra, Pizzorno sta attualmente apportando i tocchi finali al 5 album dei kasabian, che dovrebbe uscire a giugno. Infagottato per difendersi dal  freddo pungente, occhi verdi che brillano da sotto una criniera di capelli neri, Pizzorno è un incrocio tra uno sciamano del rock’n’roll ed un cosacco russo, che si entusiasma tranquillamente per la nuova direzione dance dell’ultimo album.

“Il primo strumento musicale che ho posseduto, avevo 13 anni, è stato un campionatore; avevo tutte queste cassette rave – (bootleg dei primi anni Novanta) Fantazia, Amnesia House Book Of love – quindi è come se fosse un legame con le mie radici,” fa notare il chitarrista. “Siamo questa grande rock band e suoniamo ai festival con 50.000 persone in un campo, perciò se tiro fuori una musica d’ambiente di 10 minuti, ci sarà un casino di gente che (tira un respiro) dirà ‘Cos’è questa roba?’, ma cerco di mettere molto di quel genere nella mia musica. Si può  abbracciare quell’ elemento dance-elettronico, ma comunque bisogna sempre dargli una personalità umana e dei sentimenti in cui potersi riconoscere.”

Sono passati 10anni ormai da quando Pizzorno e il frontman Tom Meighan hanno formato i Kasabian, mixando la spavalderia dei fratelli Gallagher con lo scricchiolante groove dance-rock.
Da allora hanno stabilmente continuato a farsi strada. Riempiendo il vuoto lasciato dagli Oasis sia nei cuori di coloro che comprano i dischi che nelle scalette degli organizzatori dei festival, hanno fatto da headliners a Reading e Leeds nel 2012 e la scorsa estate sono diventati la prima band a fare da headliner al Queen Elizabeth Olympic Park. Pizzorno ha iniziato a lavorare al nuovo album, che non ha ancora un nome, nel suo studio di casa alla fine del 2012, quasi suibito dopo che il gruppo aveva terminato un tour di 18 mesi a supporto del loro album del 2010 Velociraptor!.

“Non ho mai davvero avuto del tempo libero,” fa notare. “Non so cosa fare. Passano un paio di settimane e penso ‘darò solo un’occhiata allo studio, accenderò un po’ di cose.’  Poi invece finisco del dire ‘Cazzo, questo potrebbe essere l’inizio di un album.'”

A primavera del 2013, Pizzorno diceva alla gente che le loro nuove canzoni ‘arebbero ucciso il rock’n’roll e ‘distrutto le chitarre’, con Meighan che descriveva le demo che aveva ascoltato come ‘fulminate’ e comparandosi ai Prodigy.

Pizzorno cita come influenze  i Nirvana, Yeezez di Kanye West e l’hip-hop sperimentale dei Death Grips. Però, con l’album quasi terminato, è cauto nel parlare troppo delle canzoni, così meno persone si fanno l’idea sbagliata.

“Non voglio dare nessun aggetivo,” dice cautamente. ” Bisona fare attenzione perchè poi rimangono.”

Ma allora Bumblebee? Come la descriverebbe alla gente? Pizzorno ci pensa per un momento.

“Beastie Boys doppiati con una sorta di Zeppelin, e ritornello alla Rage Against The Machine. Ha il sapore di una fuga in macchina dopo una rapina. Tutto sta per andare in fumo ma poi arriva la fottuta mano di Dio che sbatte sul pavimento e click!  poi tutto diventa ‘Cazzo, togliti di mezzo!’ Saresti in gradi di vedere la folla pogare dallo spazio!”

Fortuna che non avrebbe dovuto dire niente.

Se Pizzorno è l’attento direttore musicale dei Kasabian, Meighan è il loro esuberante cerimoniere. Amichevole quasi a livello patologico, tutto per lui è ‘meraviglioso’ : dalla paternità, alle nuove canzoni della band, ai loro piani per l’anno nuovo. Mentre prima si sarebbe divertito a sparare a zero sull’ attuale scena musicale, ora loda magnanimamente gli Arcade Fire “una delle poche vere rock band del Nord America”, i ragazzini irlandesi The Strypes “sono fantastici”, Kanye West “è una vera rock star” , e Jake Bugg “è meraviglioso ciò che ha fatto”.

Mentre il suo compagno di band lavorava sui demo, in quella che Tom chiama “la caverna magica di Sergio” , il cantante ha fatto “cose normali” e aspettato che il suo amico d’infanzia gli desse un assaggio del loro nuovo album.

“Ho ascoltato alcune ideee e demo, poi un giorno Sergio ha messo sul tavolo del mixer 7 tracce, schiacciato play e BOOM! Eccolo lì “, ricorda Meighan.
“Sono rimasto sbalordito…non si può descrivere. Non ho parole. Per la prima volta non ho parole da dire!”

Anche se sta attualmente avendo problemi a trovare le giuste parole, per quanto riguarda le poche tracce di cui il Q Magazine è stato informato, possiamo dire che le parole di prima di Pizzorno e Meighan di un album “fulminato” che avrebbe “distrutto le chitarre” sembrano essere abbastanza accurate.

‘Bumblebee’ (calabrone), la canzone prevista come traccia d’apertura, parte con una fase digitale sfumata e robotica (presumibilmente l’insetto indaffarato da cui è tratto il titolo) e continua poi con dei sintetizzatori prog, prima di esplodere diventando un colosso barcollante fatto di bassi nebulosi,un beat sferragliante e ‘Hey, Hey, Hey!’ gridati in modo aggressivo. Suona come i Rage Against The Machine che pogano con gli House Of  Pain ad un concerto dei Prodigy e, sebbene sia candidata a diventare uno dei pezzi più strong che i Kasabian abbiano mai registrato, in essa si nota chiaramente una mancanza di chitarre.

Allo stesso modo, ‘Explodes’ è quasi del tutto basata su dei sintetizzatori. Ispirata ai lavori delle colonne sonore dei film sci-fi/horror del regista John Carpenter, è un mix paranoico e caotico di arpeggi digitali, ritmi sobbalzanti e giochi elettronici per computer anni ’80.

‘Kid’ invece, comincia con dei colpi di violoncello dal suono seghettato e sinistro, prima di immergersi in un crescendo dai toni scuri ed impetuosi, assistito da un coro vocale.

Tuttavia, probabilmente, la migliore di tutte è ‘Ezz’Eh‘, il primo possibile singolo. Fu scritta dopo che Pizzorno lesse in un quotidiano che l’accento di Leicester stava scomparendo, ed è una canzone spavalda in vecchio stile disco, che vede Meighan nel ruolo di cellula impazzita della società provinciale, che gira per la città e rimette le parole al proprio posto. Contiene quello che il chitarrista considera ‘il testo più divenrtente che io abbia mai scritto’, ed ha un ritmo su due tempi, con riferimenti alla carne di cavallo negli hamburgher e alla gente che viene controllata da Google. Somiglia molto più alle rime di negozio di kebab dei The Streets piuttosto che ai riff più celebri degli Oasis.

Un momento di calma arriva con la traccia di chiusura ‘Scissor, Paper, Stone’. Contiene degli elementi gospel, l’ispirazione al lavoro solista di George Harrison e alle colonne sonore di Ennio Morricone (dal quale il figlio Ennio ha preso il nome) per gli spaghetti western. Le sue ispirazioni da fine della notte, sono un’ode alle bromances (rapporto tra amici talmente stretto da sembrare una storia d’amore) più durature della storia della musica attuale. “E’ una canzone d’amore scritta per me!” – fa notare Meighan. “Io e Sergio ne abbiamo passate di tutti i colori, quindi è stato molto bello da parte sua fare questo….adesso dovrò  scrivere io una canzone per lui.” (ride)

Il prossimo giugno i Kasabian si esibiranno per un enorme concerto davanti a 35 mila persone al Victoria Park, nella propria città natale di Leicester, mentre rimangono ancora tra i migliori candidati come headliners per il Glastonbury di quest’anno (Giochiamocela! – dice Meghan- Non ho acora ricevuto alcuna telefonata, quindi non posso dire nulla, ma amo quel festival.)

L’anno scorso Meighan aveva detto a questa rivista, che la cosa che più amava di essere in una band era ‘Inseguire il sogno…il brivido di provare a diventare grandi come rock band’. Ma adesso avranno raggiunto l’obiettivo?

“Questo disco è il meglio per noi”, sostiene il cantante, “se fossimo una montagna saremo in cima all’Everest adesso. Abbiamo issato la bandiera e la stiamo onorando. Sul tetto del mondo, ecco dove siamo amico!” (ride)

Ma quindi come si può andare oltre?

“Si va nello spazio” dice Meighan, “oppure si affonda. Oppure mandi a fanculo tutti e registri un album country.”

L’album country dovrà aspettare. Per adesso i Kasabian possono godersi il brivido di avercela fatta.

Chris Catchpole.

Thanks to Kasabian Empire Tumblr and Sally for the scans.

Qmagazine2qmagazine3qmagazine5 Qmagazine6

Fonte Q magazine – feb 2014.

 

No Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *