Korg Magazine intervista Jay Mehler

Stadi esauriti e migliori album venduti sono tutte parti del percorso degli indie rockers  Kasabian.

JaySai che hai fatto una grande cosa quando il tuo primo album ha raggiunto la top ten e ti è stato chiesto di supportare gli Oasis, e per questo quartetto di Leicester è un sogno diventato realtà. Fondata dai compagni di scuola Tom Meighan e Sergio Pizzorno, la band fu ispirata da gruppi come gli Oasis e gli Stone Roses, e suonavano insieme  da alcuni anni quando decisero di trasferirsi in una fattoria a Rutland  per mettere insieme le loro canzoni.

Il risultato fu il loro omonimo album di debutto, uscito nel 2004, che immediatamente ha riscosso moltissimi fan oltre a catturare l’interesse degli eroi di sempre di Tom e Sergio: gli Oasis. I Kasabian furono scelti come gruppo spalla per il super tour  “Don’t believe the Truth” degli Oasis nel 2005 e l’interesse dei media, così come le vendite dei singoli, salì alle stelle.

Un anno dopo la band ha pubblicato il loro secondo album proprio quando il loro chitarrista Chris Karloff decise di lasciare il gruppo per potersi concentrare sulla sua carriera da solista. Il suo posto fu preso dal chitarrista di Philadelphia  Jay Mehler, che ora suona per i Kasabian durante i concerti dal vivo, nelle prove, nelle sessioni di registrazione nella fattoria dei Kasabian.

Parliamo con Jay, fan di lunga data degli amplificatori della Vox, per scoprire qualcosa in più sulla band e sul loro inconfondibile sound.

Korg Magazine: Sei il chitarrista dal vivo dei Kasabian da un anno, come sei riuscito ad inserirti in un gruppo già consolidato?
Jay Mehler: Sono davvero fortunato, i fan dei Kasabian, e qui è abbastanza sicuro generalizzare, sono perone fantastiche, e capiscono la musica. Siamo ragazzi che lavorano sodo, che amano la musica, e fino a quando sarai onesto su questo, allora chiunque ascolterà lo capirà.

KM: Come sei finito a suonare per i Kasabian?
JM: Suonavo il basso in un altro gruppo, i Mad Action, negli Stati uniti (io sono originario di Philadelphia) con amici con cui ero cresciuto. Stavamo promuovendo il nostro disco in Inghilterra e facendo un tour, e suonavamo insieme ai Kasabian prima di che diventassero grandi. Diventammo amici con Sergio  e Tom rimanendo in stretto contatto.

KM: Quindi tu suonavi con i Kasabian quando  Chris Karloff decise di lasciare?
JM: Eravamo musicalmente coinvolti l’uno con l’altro, ma nulla era realmente successo quando Chris Karloff decise di andarsene e fare le sue cose. Quando lui lasciò, pensai di essere il primo sulla lista!

KM: Suppongo che non fu difficile dire di si?
JM: Non fu per nulla una decisione difficile! Ricevetti una chiamata da Sergio alle 4 del mattino, era alla fattoria e mi disse: “Puoi essere qui domani?”. Questo accadde praticamente quando stava per uscire Empire, così passammo direttamente alle prove, all’incisione delle B-sides , a mixare e a far cose del genere.

KM: Hai sempre suonato la chitarra e quand’è che hai iniziato?
JM: Ho iniziato a suonare da bambino  e non ho più smesso. Da ragazzino suonavo in alcuni gruppi a scuola. Da dove vengo, Philadelphia, il jazz era un buon modo per far soldi, così ho suonato in molti trii jazz e roba simile, e se succedeva, dato che guadagnavo di più, potevo dedicare più attenzione alle cose rock che amavo.

KM: Sappiamo che possiedi un amplificatore Vox AC30CC2X,questo acquisto è stato inspirato dal vedere artisti classici usare amplificatori Vox?
JM: Sono un grande fan dei Beatles e ricordo il nome Vox dal giorno in cui li ho visti suonare con uno di essi nel film A Hard Day’s Night. E’ anche una cosa particolarmente romantica… ma ti dirò che esso fa totalmente onore alla mia immagine dato che è un amplificatore sorprendentemente potente con un magnifico suono.

KM: In che modo l’amplificatore ti aiuta nel tuo sound?
JM: Ho suonato con un sacco di amplificatori, ma c’era una mancanza di calore nel mio suono. Usiamo così tanti toni diversi: posso andare da chitarra abbastanza forte fino a queste altre cose che suonano quasi come il fischio di una tastiera. Abbiamo bisogno di un amplificatore che trattenga tutti questi suoni, che mi mantenga  in queste frequenze ad livello forte, ma anche con un po’ di calore. Con il AC30CC2X sono in grado di mantenere il suono avvolgente, nonostante tutta  la roba graffiante.

Questo mi rende sicuramente la vita molto più facile. Non devo mai preoccuparmi di cosa modificare sull’amplificatore, o di aggiungere EQ. Ciò significa che posso concentrarmi sui miei pedali e su tutte le variabili. Lascio che siano loro il mio problema e non l’amplificatore.

KM: In che modo l’attrezzatura che usi nei live differisce da ciò che fai in studio?
JM: Non ho fatto molto con i ragazzi in sala registrazione avendo solo lavorato all’incisione delle B-sides. E’ completamente diverso dall’attrezzatura live. Il modo in cui registri in studio differisce moltissimo dal modo in cui suoni dal vivo. La maggior parte del tempo vogliamo ricreare sul palco un sound che abbiamo creato in studio, e viceversa, ma è davvero impossibile mantenere quella vibrazione e quel contenuto emotivo quando lo porti da un contesto ad un altro. Quando stai registrando puoi fare dei proclami anche molto più audaci, nonostante tu stia facendo qualcosa di delicato. Puoi prendere un suono sottile e poi esso può trattenere un sacco di potenza quando viene registrato.

KM: Allora come descriveresti il sound dei Kasabian e pensi che sia cambiato da quando ti sei unito alla band?
JM:  Il sound dei Kasabian è in continua evoluzione, e puoi sentire che c’è un notevole salto di stile tra il primo e il secondo album. Non ci vergogniamo quando si tratta di essere camaleontici, non abbiamo paura di  offrire qualcosa di nuovo. E non sottovalutiamo mai l’intelligenza del nostro pubblico, sappiamo che hanno la mente aperta, che accettano il cambiamento.

Quando mi sono unito alla band sapevo che c’era una certa qualità del suono che doveva essere mantenuta e riproposta, e le prime prove a Rutland mi hanno molto coinvolto nell’adattarmi al gruppo e a replicare il sound che c’era nell’album. Ma non c’è nessuno stile che tu possa mantenere, è una continua evoluzione, e fortunatamente i nostri fan hanno sempre accolto il cambiamento e la crescita.

KM: La band è tornata in studio per lavorare a del nuovo materiale, quale ruolo giochi nel processo creativo?
JM: Sergio è sempre il principale compositore delle canzoni. Al momento sta mettendo assieme le idee mentre noi stiamo costruendo un nuovo studio. Solitamente lui arriva con una canzone e noi ci aggiungiamo sopra altre idee. Le piantine arrivano da Sergio, ma siccome viviamo con le canzoni e le suoniamo insieme, acusticamente o in altro modo, esse si evolvono gradualmente. Dall’altro lato delle volte, giriamo intorno alle canzoni di Sergio che sono quasi del tutto completate, così io posso uscirmene con un pezzetti di chitarra qui e là, e poi nello studio li ricostruiamo.

Intervista di Lisa Savage, tratta da VOX

Curiosità sui Kasabian

  • Il nome viene da Linda Kasabian, l’allora fidanzata del serial killer Charles Manson che giudava la macchina della fuga, e che finì per diventare testimone del processo.
  • Il loro primo album “Kasabian” ha venduto più di 700.000 copie in UK e raggiunse la quarta posizione nella classifica degli album.
  • I Kasabian non sono timidi nel condividere le loro canzoni. La loro musica è apparsa in OC, Match of the Day 2, Sky Sports e come colonna sonora di giochi per pc quali Gran Turismo 4, Pro Soccer 5 e Tony Hawks’ project 8.
  • Il cantante Tom è famoso per i suoi schietti commenti sui colleghi musicisti.
  • Il secondo album Empire ha raggiunto la prima posizione nella classifica degli album.